NOTA

Il parere in rassegna si esprime sulle condizioni per il rimborso delle spese legali a favore del dipendente assolto dal reato ascritto in quanto “il fatto non sussiste”.

* * *

del. n.   15/2013/PAR 

                                       Repubblica italiana

                               La Corte dei conti

                                                     in

                     Sezione regionale di controllo

                                   per l’Abruzzo

nella Camera di consiglio del 25 marzo 2013

       composta dai Magistrati:

Maurizio TOCCA Presidente
Lucilla VALENTE Consigliere
Giovanni MOCCI Consigliere
Nicola DI GIANNANTONIO Consigliere
Andrea BALDANZA Consigliere (relatore)
Oriana CALABRESI Consigliere

visto l’articolo 100, comma 2, della Costituzione;

visto il T.U. delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con R.D. 12 luglio 1934, n. 1214;

vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni ed integrazioni;

vista la legge 7 dicembre 2012, n. 213 recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali;

visto il Regolamento concernente l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, nel testo modificato, da ultimo, con deliberazione del Consiglio di Presidenza n. 229/CP/2008 del 19 giugno 2008 (G.U. n. 153 del 2 luglio 2008);

vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;

vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, relativa alle “Disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3”;

vista la delibera della Corte dei conti, Sezione delle Autonomie, del 4 giugno 2009, n. 9, recante “Modifiche ed integrazioni degli indirizzi e criteri generali per l’esercizio dell’attività consultiva da parte delle Sezioni regionali di controllo”;

vista la delibera della Corte dei conti, Sezioni Riunite, del 26 marzo 2010, n. 8, recante “Pronuncia di orientamento generale” sull’attività consultiva;

vista la delibera della Corte dei conti, Sezioni Riunite, del 21 ottobre e 8 novembre 2010, n. 54;

vista l’ordinanza del 4 marzo 2013, n. 6/2013, con la quale il Presidente della Sezione ha ripartito tra i Magistrati i compiti e le iniziative riferibili alle varie aree di attività rientranti nella competenza della Sezione regionale di controllo per l’Abruzzo per l’anno 2013;

vista la deliberazione del 4 marzo 2013, n. 8/2013/INPR con la quale la Sezione regionale di controllo per l’Abruzzo ha approvato il “Programma di controllo per l’anno 2013”, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del citato regolamento;

vista la nota ricevuta in data 4 novembre 2011 con la quale il Sindacodel Comune di Sant’Egidio alla Vibrata ha posto un quesito in merito alla liquidazione di una fattura prodotta dal legale di un dipendente comunale assolto dal Giudice delle Indagini Preliminari di Teramo, in sede di giudizio abbreviato, perché il fatto non sussiste;

vista l’ordinanza del 21 marzo 2013, n. 10/2013, con la quale il Presidente della Sezione ha deferito la questione all’esame collegiale;

udito il relatore, Consigliere Andrea BALDANZA;

FATTO

Il Sindaco del Comune di Sant’Egidio alla Vibrata con nota del            4 novembre 2011 (ricevuta dalla Corte dei conti in data 8 novembre 2011), ha presentato una richiesta di parere in merito al rimborso delle spese legali avanzato da un dipendente in conseguenza di una sentenza del GIP di Teramo, resa al termine del giudizio abbreviato, con cui il suddetto dipendente è stato assolto dal reato ascritto in quanto “il fatto non sussiste”.

DIRITTO

La richiesta in esame deve ritenersi ammissibile in quanto proposta dal Sindaco del Comune di Sant’Egidio alla Vibrata ed inerente una questione riconducibile all’interno della nozione della contabilità pubblica atteso che “le spese legali”, qualora sostenute dall’ente, rappresentano degli “elementi negativi” del conto economico con la conseguenza di dover ricondurre la questione nell’ambito della tutela degli equilibri di bilancio e, più in generale, di contenimento della spesa pubblica” (in questi termini Corte dei conti, Sez. Liguria, delibera 17 gennaio 2005,      n. 1).

Il rimborso delle spese legali, per i dipendenti del comparto Regioni ed autonomie locali è disciplinato dall’art. 28 del C.C.N.L. del 14 settembre 2000 che, richiamando l’art. 67 del D.P.R. 13 maggio 1987        n. 268, prevede che “l’Ente, anche a tutela dei propri diritti ed interessi, ove si verifichi l’apertura di un procedimento di responsabilità civile o penale nei confronti di un suo dipendente per fatti o atti direttamente connessi all’espletamento del servizio e all’adempimento dei compiti di ufficio, assumerà a proprio carico, a condizione che non sussista conflitto di interessi, ogni onere di difesa sin dall’apertura del procedimento, facendo assistere il dipendente da un legale di comune gradimento”.

Il diritto al rimborso delle spese legali è pertanto condizionato ai seguenti presupposti: “l’esistenza di esigenze di tutela di interessi e di diritti facenti capo all’ente pubblico; l’assenza di dolo e colpa grave in capo al dipendente sottoposto a giudizio; la stretta inerenza del procedimento giudiziario a fatti verificatisi nell’esercizio ed a causa della funzione esercitata o dell’ufficio rivestito dal dipendente pubblico, riconducibili quindi al rapporto di servizio e perciò imputabili direttamente all’amministrazione nell’esercizio della sua attività istituzionale; l’assenza di un conflitto di interesse tra il dipendente e l’ente di appartenenza che permette di procedere ad una nomina del difensore legale di comune accordo tra le parti” (Corte dei conti, Sez. Veneto delibera 5 aprile 2012, n. 245). Con riferimento alla scelta del difensore, si è altresì precisato che l’ente deve comunque preliminarmente manifestare il “gradimento dell’ente” (che implica anche la condivisione della relativa strategia difensiva) atteso che la lettera dell’art. 67 del D.P.R. n. 268 del 1987 (ed oggi dell’art. 28 del CCNL di comparto), fa riferimento espresso alla necessità che il legale, che assumerà la difesa del dipendente con relativo onere a carico dell’ente locale, sia “di comune gradimento” (Corte dei Conti, Sez. controllo Lombardia, delibera 12 novembre 2009, n. 1000);

La sussistenza, in concreto, di tali indefettibili condizioni, non è rilevabile dagli atti prodotti dall’Amministrazione comunale, rientrando, in ogni caso, nella sua esclusiva discrezionalità.

In virtù di siffatti argomenti, costituisce compito dell’Amministrazione verificare, caso per caso, l’esistenza dei presupposti sopra enunciati per riconoscere il rimborso delle spese legali al dipendente assolto perché il fatto non sussiste.

P.Q.M.

DELIBERA

la Sezione regionale di controllo per l’Abruzzo rende il parere nei termini di cui alla motivazione.

DISPONE

che copia della presente deliberazione sia trasmessa al Sindaco del Comune di Sant’Egidio alla Vibrata ed al Presidente del Consiglio comunale.

 

 

 

Così deliberato a L’Aquila, nella Camera di consiglio del 25 marzo 2013.

 

 

 

      L’Estensore

F.to Andrea BALDANZA

Il Presidente

F.to Maurizio TOCCA

 

 

 

Depositata in Segreteria il   05/04/2013

 

Il Funzionario preposto al Servizio di supporto

F.to Alessandra D’Angelo