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Sentenze
 
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TAR ABRUZZO - PESCARA, SEZ. I - sentenza 7 maggio 2012 n. 190 - Pres. ff. ed Est. Eliantonio - Nasuti (in proprio) c. Comune di Bomba (n.c.) - (accoglie).

Atto amministrativo - Diritto di accesso - Dei Consiglieri comunali - Ex art. 43, comma 2, D. lgs. n. 267 del 2000 - Natura non pubblica e strettamente personale degli atti cui è richiesto l’accesso - Diniego - Illegittimità - Ragioni.

E’ illegittimo il diniego di accesso espresso dal Segretario comunale in merito ad un istanza ostensiva avanzata da un Consigliere comunale, tendente ad ottenere copia di alcuni atti regolarmente acquisiti al protocollo generale dell’ente, funzionali allo svolgimento dell’attività di verifica e di controllo propria del consigliere, e non comportanti alcun aggravio alle spese ed alla funzionalità dell’Ente, che sia motivata con riferimento al fatto che gli atti richiesti in ostensione siano "… atti non pubblici, ma strettamente personali"; infatti, una volta acquisiti al protocollo generale dell’ente, la ipotizzata natura "strettamente personale" degli atti richiesti non può essere opposta al richiedente, in quanto ai sensi di quanto previsto dall’art. 43, D. lgs. n. 267 del 2000, il consigliere comunale è vincolato al segreto d’ufficio.

Si veda anche:

CORTE DI CASSAZIONE SEZ. VI PENALE, sentenza 20-9-2009, (sulla configurabilità o meno del reato di rivelazione di segreto di ufficio di cui all'art. 326 c.p., nel caso di Consigliere comunale che ha avuto la disponibilità di alcuni atti in ragione del diritto di accesso a lui riconosciuto ex art. 54 D.Lgs. n. 267 del 2000 e che li abbia rivelati ad un giornalista).

CONSIGLIO DI STATO SEZ. IV, sentenza 21-8-2006,   (sulla funzione e sulla portata del diritto di accesso previsto in favore dei consiglieri comunali e provinciali ed in particolare sulla possibilità o meno per essi di ottenere notizie desumibili da documenti in possesso dell’ente locale, come ad es. l’elenco delle concessione edilizie rilasciate).

CONSIGLIO DI STATO SEZ. V, sentenza 8-9-2011,  (sull’ambito del diritto di accesso previsto in favore di consiglieri comunali e provinciali e sulla sussistenza o meno del diritto del consigliere di ottenere una password per visionare un documento informatico).

CONSIGLIO DI STATO SEZ. V, sentenza 17-9-2010,   (sui limiti entro i quali è ammissibile l’esercizio del diritto di accesso previsto in favore dei consiglieri comunali e provinciali per l’esercizio del loro mandato, sulla necessità o meno che le relative istanze siano motivate e sulla possibilità o meno di negare l’accesso nel caso di atti riservati).

CONSIGLIO DI STATO SEZ. V, sentenza 28-11-2006,   (sulla legittimità o meno di una disposizione regolamentare che impone, per l’esercizio del diritto di accesso da parte dei consiglieri comunali, l’utilizzo di un modulo in cui sia specificato "il singolo documento amministrativo" che si chiede di conoscere, in modo da arrecare il minore aggravio possibile agli uffici).

CONSIGLIO DI STATO SEZ. V, sentenza 20-10-2005,   (sulla funzione del diritto di accesso previsto per i consiglieri comunali e provinciali, sull’assenza di limitazioni in materia, sulla non necessità di motivazione dell'istanza, sull’impossibilità di opporre il segreto e sulla possibilità di ottenere informazioni concernenti un periodo antecedente al mandato).

CONSIGLIO DI STATO SEZ. V, sentenza 2-9-2005, (sul diritto di accesso dei consiglieri comunali ed in particolare sulla sussistenza o meno del potere dell’Amm.ne comunale di sindacare il nesso intercorrente tra l’oggetto della richiesta di informazioni avanzata dal consigliere e le modalità di esercizio del munus da questi espletato).

CONSIGLIO DI STATO SEZ. V, sentenza 9-12-2004, (sui presupposti per l’esercizio dell’accesso previsto dall’art. 43 del T.U., ee.ll. in favore dei Consiglieri comunali e provinciali ed in particolare sulla non necessità di motivare l’istanza di accesso).

CONSIGLIO DI STATO SEZ. V, sentenza 4-5-2004,  (sul diritto dei consiglieri comunali di accedere agli atti dell’amministrazione senza indicare i motivi dell’accesso, sull’inopponibilità agli stessi di ragioni riguardanti la tutela della riservatezza ed in particolare sul diritto di accedere ai pareri legali).

CONSIGLIO DI STATO SEZ. V, sentenza 13-11-2002,  (sul diritto di accesso previsto dall'art. 31 della L. 142/90 in favore dei consiglieri comunali e provinciali).

TAR VENETO SEZ. I, sentenza 23-11-2006,  (sulla legittimazione di un consigliere comunale ad impugnare una norma regolamentare in materia di accesso agli atti e sulla legittimità o meno di un regolamento che, nel caso di richiesta di copia di atti la cui fotoriproduzione comporti un costo elevato, prevede il loro rilascio su supporto informatico).

 

N. 00190/2012 REG.PROV.COLL.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l' Abruzzo

sezione staccata di Pescara (Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 100 del 2012, proposto da:

Oscar Nasuti, rappresentato e difeso da se medesimo, con domicilio eletto presso Augusto La Morgia in Pescara, viale Pindaro, 27;

contro

Comune di Bomba, non costituito in giudizio;

per ottenere

l’accesso agli atti ed ai documenti richiesti dal ricorrente al Comune di Bomba in data 14 novembre 2011.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 aprile 2012 il dott. Michele Eliantonio e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO

L’avv. Oscar Nasuti, consigliere comunale del Comune di Bomba, riferisce di aver chiesto il 14 novembre 2011 copia di alcuni atti dell’Amministrazione comunale, ma che tale richiesta era stata evasa solo parzialmente in quanto con nota 21 gennaio 2012, n. 116, il Segretario comunale aveva negato l’accesso agli atti registrati al protocollo ai nn. 2127, 2130, 2225, 2230 e 2231, rilevando che si trattava di "atti non pubblici, ma strettamente personali".

Con il ricorso in esame è insorto dinanzi questo Tribunale, ai sensi dell’art. 25, VI comma, della L. 7 agosto 1990, n. 241, al fine di ottenere l’accesso ai predetti atti.

Ha dedotto che l’Amministrazione, essendo il ricorrente consigliere comunale, avrebbe dovuto consentire in base all’art. 43, II comma, del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, l’accesso agli atti richiesti; ha, inoltre, osservato che gli atti richiesti non erano "strettamente personali" in quanto erano relativi:

- ad un procedimento esecutivo volto ad aggredire un bene del Comune;

- ad una richiesta di rimborso fatta dalla concessionaria della piscina comunale;

- ad un procedimento disciplinare nei confronti di un dipendente comunale;

- ad autorizzazioni assentite ad un tecnico, peraltro nipote dell’assessore ai lavori pubblici.

Il Comune di Bomba, ritualmente intimato, non si è costituito in giudizio.

DIRITTO

Il ricorso è fondato.

Va al riguardo premesso che, come è noto, ai sensi dell’art. 43, comma 2, del D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, i consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del comune tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato.

Ora, interpretando tale normativa, il giudice amministrativo ha costantemente chiarito che il diritto di accesso del consigliere comunale agli atti del Comune assume un connotato particolare, in quanto finalizzato al pieno ed effettivo svolgimento delle funzioni assegnate al Consiglio comunale, con la conseguenza che sul consigliere comunale non grava alcun onere di motivare le proprie richieste d’informazione, né gli uffici comunali hanno titolo a richiederle ed conoscerle (Cons. St., sez. V, 29 agosto 2011, n. 4829).

In definitiva - come la giurisprudenza amministrativa ha costantemente avuto modo di precisare - tra l’accesso ai documenti dei soggetti interessati di cui agli art. 22 ss. della L. 7 agosto 1990, n. 241, e quello del consigliere comunale di cui al predetto art. 43, sussiste una profonda differenza, poiché il primo è un istituto che consente ai singoli soggetti di conoscere atti e documenti al fine di poter predisporre la tutela delle proprie posizioni soggettive eventualmente lese, mentre il secondo è un istituto giuridico posto al fine di consentire al consigliere comunale di poter esercitare il proprio mandato, verificando e controllando il comportamento degli organi istituzionali decisionali del comune. Per cui, in definitiva, in base al predetto art. 43 i consiglieri comunali, ivi inclusi ovviamente quelli di minoranza, hanno un diritto di accesso incondizionato a tutti gli atti che possano essere "utili" all’espletamento del loro mandato, anche al fine di permettere di valutare con piena cognizione la correttezza e l’efficacia dell’operato dell’Amministrazione, nonché per esprimere un voto consapevole sulle questioni di competenza del Consiglio e per promuovere, anche nell’ambito del Consiglio stesso, le iniziative che spettano ai singoli rappresentanti del corpo elettorale locale.

Pertanto, al consigliere comunale non può essere opposto alcun diniego (salvo casi eccezionali e contingenti, da motivare puntualmente e adeguatamente, e salvo il caso - da dimostrare - che lo stesso agisca per interesse personale), determinandosi altrimenti un illegittimo ostacolo al concreto esercizio della sua funzione, che è quella di verificare che il sindaco e la giunta municipale esercitino correttamente la loro funzione. In particolare, è stato precisato che nessuna limitazione può derivare al diritto d’accesso del consigliere comunale agli atti del Comune, qualunque sia il loro destinatario, dall’eventuale natura riservata delle informazioni richieste, essendo il consigliere vincolato al segreto d’ufficio (Cons. St., sez. V, 8 settembre 2011, n. 5053); fermo restando che anche tali richieste sono soggette al rispetto di alcune forme e modalità, quali l’allegazione della qualità di consigliere comunale e la formulazione dell’istanza in maniera specifica e dettagliata, recando l’esatta indicazione degli estremi identificativi degli atti e dei documenti o, qualora siano ignoti tali estremi, almeno degli elementi che consentano l’individuazione dell’oggetto dell’accesso.

Peraltro, la stessa giurisprudenza ha anche precisato che il consigliere comunale non può abusare del diritto all’informazione riconosciutogli dall’ordinamento, piegandone le alte finalità a scopi meramente emulativi od aggravando eccessivamente, con richieste non contenute entro gli immanenti limiti della proporzionalità e della ragionevolezza, la corretta funzionalità amministrativa, incidendo in termini rilevanti sulle spese generali dell’Ente.

Con riferimento a tali principi costantemente affermati in giurisprudenza e dai quali non sussistono ragioni per discostarsi, sembra evidente al Collegio che l’istante abbia di certo diritto ad accedere a tutti gli atti richiesti con la predetta istanza del 14 novembre 2011. Sembra infatti evidente che tale richiesta, da un lato, sia funzionale allo svolgimento dell’attività di verifica e di controllo propria del consigliere comunale e, dall’altro, non comporti alcun aggravio alle spese ed alla funzionalità dell’Ente; mentre la ipotizzata natura "strettamente personale" degli atti richiesti non avrebbe potuta essere opposta al richiedente, in quanto il consigliere è vincolato al segreto d’ufficio.

Alla luce delle suesposte considerazioni il ricorso proposto non può, pertanto, non essere accolto e, per l’effetto, deve ordinarsi al Comune l’esibizione dei documenti richiesti.

La spese, come di regola, seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo, Sezione staccata di Pescara, accoglie il ricorso specificato in epigrafe.

Condanna il Comune di Bomba al pagamento a favore del ricorrente delle spese e degli onorari del presente giudizio, che vengono liquidate nella complessiva somma di € 1.500 (millecinquecento), oltre agli accessori di legge (IVA, CAP e spese generali) ed al rimborso del contributo unico versato.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Pescara nella camera di consiglio del giorno 26 aprile 2012 con l'intervento dei magistrati:

Michele Eliantonio, Presidente FF, Estensore

Dino Nazzaro, Consigliere

Alberto Tramaglini, Consigliere

DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 07/05/2012

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Categoria: Comune
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